giovedì 21 gennaio 2010

tutto il Cacio minuto per minuto


Domenica 10 gennaio di viaggio in autostrada, traffico scorrevole anche con qualche camionista furbacchione che circola nonostante il divieto.
Ore 15 iniziano le 7 partite dell’ultima giornata di andata del campionato di calcio serie A.
Le seguirò attraverso la celebre trasmissione che proprio quest'anno taglia il traguardo dei 50 anni di attività: "tutto il Calcio minuto per minuto"
Accendo radio1 e dopo il primo “giro dai campi” mi accorgo che ci sono due inviati per ogni partita.
Così succede che il caos si raddoppia.
Viene fuori che a Udine segna Di Pasquale anziché Di Natale e addirittura al Marassi viene espulso nientepopodimeno che Bellugi (povero Mauro..pure mo' che sta in pensione!) invece che Bellusci.
Alla facciaccia del campionato cadetto dove almeno due partite sono tagliate fuori dal palinsesto e gli aggiornamenti a volte arrivano addirittura dopo quelli del televideo.
E così con la sola caduta della elle, la fu bella trasmissone è diventata la più pacchiana produzione casearia del nostro etere.
Comunque sia, Forza Picchio!
Sempre e ovunque!

venerdì 25 dicembre 2009

looove, looove will tear us apart, againnn..

Il cd "substance" dei Joy Division in offerta: 6 euro e 95
Salire in macchina e beccarsi "love will tear us apart" alla radio: non ha prezzo.
Eccetto lo scotto di beccarsi un raffreddore, frutto dell'ardito gesto di averla cantarta a squarciagola coi finestrini aperti.

Custandì, tu ch'jè la voce nostra fanne casì!


Il 18 dicembre di 15 anni fa se ne andava il nostro unico grande condottiero.
In serata il suo e nostro Ascoli, indossando i famosi "cazzitte rusce", tornava alla vittoria dopo 3 mesi di digiuno grazie a un autogol di un celebre ex...e poi le chiamano coincidenze.
Il mio ricordo personale al di fuori del Del Duca purtoppo si limita a un incontro con lui in via Del Trivio dove non mancai di salutarlo affettuosamente.
Una volta Costantino parlando dei tifosi del Picchio disse:
"Ci sono persone tra i nostri tifosi che nella vita non hanno vinto mai niente. Solo quando vince l'Ascoli si sentono protagonisti perchè riescono a vincere pure loro. Ecco, vede, quando penso a questi tifosi mi commuovo."
Di lui il grande giornalista Stefano Pellei nel suo libro "una panchina in paradiso"scrive:
"La storia di Costantino Rozzi e del suo Ascoli non è stata solo la storia di novecentoquattro partite ufficiali di campionato, senza contare quelle di Coppa. E' stata una storia travolgente, fors'anche irripetibile per qualsiasi squadra di provincia esistente nell'emisfero del football italiano.
Costantino Rozzi è stato "il presidente". Senza la favola che ha saputo raccontarci, gli Ascolani, ma non solo loro, sarebbero stati degli estranei costretti a continue dispute con la noia dietro quel fottutissimo cuoio.
Perchè da Costantino Rozzi potevi sempre aspettarti qualcosa. Dietro il suo confortante sorriso, dietro quella dolcezza che sapeva far trapelare dietro un tenero sguardo da finto cane bastonato, c'era la rassicurante umanità di un uomo straordinario."

giovedì 24 dicembre 2009

un allegro Natale e un feroce anno nuovo!


un gargantuesco augurio di Buon Natale soprattutamente ai miei imperterriti lettori!!!

Mozzano FC campione della galassia



Il Barcellona, dopo aver fatto quaterna vincendo anche la Coppa Interconentale,che segue alla Coppa Campioni, Coppa Del Re e Liga, capitola proprio sul suo campo nella consueta partita pre-natalizia cedendo così il trono di Campioni della Galassia al Mozzano FC.
Azulgrana in vantaggio con Xavi all'8° che dopo avere eluso l'intervento in scivolata di Ludo beffa Skizzetto con una palombella letale che si infila all'incrocio dei pali.
Il raddoppio catalano arriva con Giuly al 18° che sugli esiti di un corner raccoglie la respinta corta di testa di Asp Surde e di controbalzo insacca per il momentaneo 2-0.
La riscossa arancionera si concretizza 7 minuti dopo, al 25°, per merito di un Zichi strepitoso che su azione personale entra in area e dribbla Valdes per insaccare nonostante l'intervento di Ramon.
Al 33° arriva il pareggio, discesa sulla destra di Red che entra in area e al momento di affrontare Valdes effettua un cross calibrato per Zichi che è lesto ad anticipare Oleguer e deposita in rete di testa.
Ronaldinho su punizione mette i brividi ai 1200 tifosi Mozzanesi accorsi in massa al Camp Nou, ma Skizzetto non si lascia intimorire e para in due tempi.
Il Mozzano si affida alle folate di Saba e alle invenzioni di Cobretti.
Il Barca reagisce con perussioni centrali arginate dal sempre attento Uefy e subisce l'offensiva Mozzanese per quasi tutta la partita sin quando entrambe le squadre arrivano stremate ai supplementari.
Il primo tempo trascorre senza emozioni.
All'inizio del secondo pero' su prezioso assist di Red, frutto di una percussione centrale, la palla arriva a Cobretti che la lascia scorrere disorientando i due centrali del Barca con una finta, si piomba in area e dopo aver controllato la sfera col sinistro, sferra sempre con lo stesso piede un perfido tiro che incoccia sul palo e finisce in rete per un epico 2-3.
Ammutoliti i 78.000 tifosi catalani mentre nel settore degli ospiti si scatena una bolgia di cori e sbandieramenti.
Nei concitati minuti finali, il Mozzano arroccato in difesa protegge il prezioso vantaggio e al termine dei 120' si aggiudica con merito il titolo.
Nel giro d'onore il Mozzano raccoglie i tributi dello sportivo pubblico locale per poi festeggiare tutta la notte assieme ai 1200 tifosi al seguito e colorando le Ramblas di arancionero: il colore del trionfo.

martedì 15 dicembre 2009

L'uomo sul filo del rasoio


Thierry Henry è un calciatore francese; fa l’attaccante ed è testimonial della Gillette.
Nel 1998 ha vinto un mondiale battendo il Brasile in finale per 3 a 0.
Nel 2002 ha vinto un europeo battendo l’Italia ai tempi supplementari.
Nel 2006 ha perso la finale mondiale contro l’Italia ai rigori.
Henry oltrechè essere bravo coi i piedi se la cava anche con le mani.
Un mese fa grazie a una sua prodezza con la mano sinistra ha portato la Francia ai mondiali del 2010 in Sudafrica ai danni dell'Irlanda.
Gli irlandesi si sono infuriati come iene, Platini e Blatter sono rimasti tranquilli col loro sorriso beffardo da giocolieri (ma loro manipolano palline più redditizie) ben stampato in faccia.
Anche Philippe Petit è un giocoliere francese specializzato nel camminare sul filo.
Pratica quest’arte da tantissimo tempo.
Nel 1966, dopo aver ben compreso tutte le tecniche della falegnameria e dell’alpinismo, scopre il filo.
Da qui inizia la pratica dell’arte del funambolismo.
Nel volgere di 30 anni si esibisce al grande pubblico attraversando sopra un cavo d’acciaio la distanza tra le guglie di Notre-Dame, tra te torri gemelle del World Trade Center, tra altissimi picchi alpini e tra sponde di pericolose cascate.
Prima che la piccola Anita venisse alla luce, per conoscere meglio questo bizzarro personaggio, ho iniziato la lettura di due libri: “Toccare le nuvole” (Edito da “mondatori”) e “Trattato di funambolismo” (Edito da “Ponte alle Grazie”) e mi sono procurato il film-documentario “Man on Wire” (premio Oscar 2009 come miglior documentario).
La scala che ho seguito è stata la seguente:
-prima ho letto “Toccare le nuvole”, che è la trascrizione su carta del film e narra tutta l’evoluzione del colpo alle torri gemelle; poi ho letto “Trattato di funambolismo” che è invece un viaggio nel mondo di questa arte con gli occhi, i consigli tecnici e le sensazioni dello stesso Philippe.
Infine ho guardato “Man on Wire” che è uno dei più bei film visti di recente.
Ve ne consiglio assolutamente la visione, risparmiandovi le letture dei due libri.
Dall’alto di quella installazione clandestina del funambolo potrete sognare di librarvi nell’aria con la leggerezza di un colibrì e avere una visione differente del mondo poiché viaggiare non è visitare luoghi nuovi ma proprio vedere il mondo con occhi diversi.
E a proposito di viaggi anche la Citroen, nonostante il protocollo di Kyoto, ha sfornato un nuovo modello di auto che ha a che fare con le nuove ottiche.
La nuova Citroen C3 infatti ha la peculiarità di aver allargato di 80° verso l’alto la visuale frontale del parabrezza, fornendo ai passeggeri una maggiore luminosità.
Tutto ciò potrebbe sembrare bellissimo ma comporta un rischio a cui forse nessuno ha pensato: se vi appartate con il vostro partner a bordo di quest’auto sotto uno stabile potreste rendere pubbliche anche ai condomini del terzo piano tutte le vostre effusioni, quindi ricordatevi di comprare il giornale oppure di spostarvi nei posti dietro.
E pensare che anni fa la stessa Citroen sfornava la leggendaria DS, che consentiva uno sfarzo di comodità invidiato anche dal più lussurioso harem.
Li chiamano progressi dei tempi moderni…ma sono solo giocolerie di strada.

domenica 29 novembre 2009

haka-sa nostra solo l'Ascoli !!!


L’altra sera guardando distrattamente Striscia la notizia mi accorgo che nella scenografia alla sinistra dello sfondo dei conduttori (dove sono ritratti il duomo di Milano e la mole antonelliana) proprio da dove loro stessi entrano in scena c’è anche il bellissimo scorcio della Piazza del Popolo di Ascoli.
In Ascoli oltre la Piazza e altre mille cose da vedere c’è anche un bellissimo stadio da calcio costruito dal mai dimenticato Presidentissimo Costantino Rozzi.
All’inizio, quando la Del Duca FC giocava in terza serie c’erano solo le due tribune laterali e le gradinate basse come curve popolari.
In seguito, con l’ascesa prepotente dei bianconeri verso la serie A, scandita a suon di gol dal clan Faina & company, furono costruite in tempi record anche le curve superiori.
Ai tempi fastosi e spensierati della serie A, quando erano di scena gli squadroni pluridecorati, che inevitabilmente richiamavano la presenza di simpatizzati, ma niente affatto simpatici, dalle adiacenti province di Macerata, Teramo, Rieti e Perugia, il “Cino e Lillo Del Duca” riusciva a contenere le terga e la mole di 35.000 persone nonostante i conclamati 34.110 spettatori registrati sugli album Panini.
Sabato 27 novembre lo stadio di Ascoli ospita il match di rugby tra Italia e Samoa, prevista l’ingente presenza di oltre 20.000 spettatori.
L’Italrugby è reduce da una lunga striscia di sconfitte e oggi si preannuncia una facile vittoria sugli isolani nonostante la defezione del capitano Parisse, vittima di una feroce macumba accuratamente confezionata dai calciofili locali.
Seguo la partita senza audio su La7 con le orecchie collegate su RadioRaiUno.
Vedo i facoceri uscire dagli spogliatoi e gente festante sugli spalti con sgargianti cappellini azzurri e stilose bandierine tricolori in mano.
L’Ascoli non vince da 10 giornate e traccheggia in quint’ultima posizione, sabato scorso ha addirittura fatto vincere la mai troppo odiata compagine dorica dopo ben 67 anni proprio su questo manto erboso.
Pane è stato esonerato confermando i pronostici che non avrebbe mangiato il Panettone in riva al Tronto e al suo posto è subentrato il vecio diabolico Bepi Pillon.
Gli azzurri intanto passano sotto lo storico emblema della nostra città con le felpe dell’Aquila indosso.
Nei giorni scorsi hanno fatto visita alla città devastata dal terremoto e oggi verranno raccolti proventi per la ricostruzione di qualche edificio.
La partita contro Samoa non la giocano a Pescara, Chieti o Teramo, tantomeno a L’Aquila poiché il campo è ancora occupato dai prefabbricati.
Partono le ola e gli incitamenti, c’è un bel sole, una bella atmosfera e qualcuno dopo un lauta e ruspante merenda ha pure trovato il biglietto gratis e ora è seduto col sorriso in bocca e una confortevole sensazione di pace.
Quando perdemmo ad Ancona 10 anni fa, era una giornata umida e l’odore acre del fitto lancio di 35 lacrimogeni condito dalle corpose cariche della Police non rendeva particolarmente amichevole il confronto coi biancorossi.
Gli ippopotami del Samoa inscenano un balletto in stile Disney con cori sguainati in dialetto Crotonese, a cui preferisco però le coreografie di Brian & Garrison.
Nonostante carnevale sia ancora lontano molti manzi imbottiti di creatina ostentano stravaganti acconciature e barbe boemienne.
A 400 km verso nord l’Ascoli spera di tornare alla vittoria seguita da un manipolo di tifosi ormai sull’orlo di una irreversibile crisi di nervi.
Nella scaletta dei collegamenti radio nessun cronista da Piacenza, solo aggiornamenti dallo studio.
Evviva il canone Rai, evviva la RadioTelevisone di Stato!
Bergamasco si spacca un labbro, sanguina, ma il buon Di Battista sta a Piacenza, provvederà a saturare la ferita lacero-contusa il medico dell’Italia.
Il primo tempo finisce con i Rinoceronti azzurri con ematocrito 200 in vantaggio, scende il sole, inizia a fare fresco, chissà che l’imperterrito e sportivissimo pubblico non venga omaggiato anche con le felpe dell’Aquila.
Su Italia1 danno per la 365esima volta “Karate Kid III”, più di uno spettatore a fine partita rimpiangerà il fatto di non essere rimasto in poltrona a casa.
Anche l’Ascoli chiude il primo tempo in vantaggio con una culata di Bernacci.
Scivola via il secondo tempo al Del Duca e i vitelli tonnati nazionali vincono la partita, ha inizio il terzo tempo sotto l’insegna della “birra Peroni, la birra del rugby”; stupido io a pensare che fosse solo la “birra della Basaltina”.
A Piacenza, nell’arco di 3 minuti tra il 68° e il 71°, la difesa bianconera dapprima barcolla e poi capitola al ritmo del “liscio di periferia”.
Dopo 20 minuti la partita finisce con la quinta sconfitta consecutiva del Picchio.
L’Ascoli affonda in quart’ultima posizione con buone possibilità di finire penultima alle 23 di lunedì quando avranno giocato Mantova e Reggina.
Mentre frotte di festanti rugbisti accorsi da ogni dove intraprendono la strada del ritorno con un sorriso beota sulle labbra e una pinta gratis in mano, il terzo tempo dei tifosi ascolani si imbastisce con una fitta trama di biasteme e travasi di bile.
Il mio è solo stemperato dalla coccole della piccola Anita.
Sabato scontro spareggio con la Reggina in casa; ma sugli spalti ci sarà la stessa affluenza di oggi?
Se qualcuno ha giurato di non tornare più a vedere l’Ascoli si ricordi che anche il grande Hattori Hanzo, spezzando il suo giuramento, è tornato sui suoi passi costruendo una nuova spada.