mercoledì 8 luglio 2009

Addio mia cara Clio

Cara Clio 1200 Blue di Prussia del '98,
ti ricordi quanti bei viaggi abbiamo fatto insieme?
Abbiamo usurato la Salaria e solcato l'asfalto della A4, della Modena-Brennero, la A14 e perfino la A21 Torino-Piacenza.
Ti avevo preso nell'aprile di quell'anno in cui avevo appena firmato un contratto come apprendista all'Arch Legno e quanta segatura che portavamo a casa ogni sera!
Quanti moscerini si sono spalmati sul tuo cristallino parabrezza, sul cofano e sul paraurti!
Avevo resistito ai patetici sforzi del concessionario di volermi appioppiare altri modelli, chi accessoriato con alzacristalli elettrici, chi con la vernice metallizzata e chi con il climatizzatore.
Ma io avevo pazientemente aspettato un mese per poterti avere come ti volevo.
Ti avevo voluta semplice e schietta: modello base senza fronzoli e artifizi alcuno.
Nell'euforia di stringere i miei pugni sul tuo volante nero ti avevo addirittura bardato con gli spoiler in resina trasparente per non fare entrare la pioggia coi finestrini aperti!
Ti ricordi quella volta che non volesti virare sul bagnato allo svincolo per l'A14 dell'Ascoli-Mare e la tua fiancata fu rinvigorita da quattro giornate di carrozziere?
E quella volta che rimanesti impatanata come una mucca sulla canaletta di Castellaro Laguesello?...meno male quel buon cuore di un agricoltore locale che ti tiro' fuori col trattore!
Tre ore a succhiare l'acqua marrone dai tuoi tappetini con la spugna non furono sufficienti.
Ah,che bel rombo che avevi adesso, dopo 11 anni di onorato servizio, con la marmitta bucata!
Quante sgommate e quante accellerate..senza mai regolarti il minimo alzandolo un po'e senza picchiere in testa così forte no,e potrei ripartire certamente non volare, ma viaggiare.
Ti avevo appena revisionato e il meccanico mi aveva assicurato che sino ai 70.000 chilometri avresti retto...ah, che fesso che son stato; ah, che stronza che sei stata!
Avresti potuto vantare ancora l'old-style dell'alzacristalli a manovella!
Poco dopo aver oltrepassato Fano alla soglia del 60.681esimo chilometro la tua sfibrata cinghia di distribuzione non ha più retto e ci hai lasciati lì come due polli, io e la mia Pippoletta, a terminare la nostra Via Crucis con le miserabili "carrozze-incubatrici di pulci" di Treni-taglia, bagagli e bagaglini alla mano e nell'altra 232.352 lire del Vecchio Conio pronte a renumerare il carro Aci che ci ha soccorso.
Ho voluto sublimare il tuo ricordo riducendoti a un cubo di lamiere compresse.
Ora che sei nel piccolo "paradiso delle macchine che non macchinano più" ti chiedo solo una cortesia: salutami quella gran macchina che avevo prima (la mai troppo compianta Renault 5 850cc. celeste d'Achille del '78) e nel farti raccontare qualche bella favoletta sappi capire tutti i tuoi sbagli e soprattutto, perdonare quelli del tuo pilota che fu.


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