All'alba del 28 marzo, la domenica delle palme, sono lo straccio che ha pulito la metro della Termini.
Mi sono svegliato alle 2 di notte per rimettere la dannata ora legale (l'unica cosa a norma di legge in questa "zozza nazione") alla mia collezione di 123 orologi.
Meno male che Annie ha dormito come un ghiretto.
Alle 10.30 la messa mi mette genoflesso nel giardino dei getsemani.
Alle 12.10 il tortello piomba nell'esofago coadiuvato da un bicchiere di "nero da tavola."
Alle 13 si parte per Erbusco, la temperatura di 20° ci spezza le reni.
Alcuni miei amici di squadra mi confidano che hanno rimesso l'ora quando si sono svegliati, altri prima di andare a dormire e nessuno alle 2 come me...penso di essere l'unica persona seria di questa "zozza squadra".
Alle 15 dopo un trotterellante riscaldamento parto titolare sul campo piu' bello della provincia e gioco tutta la partita (nel 1° tempo anche bene, 2° in calo fisico ma sempre con un gran tocco di palla).
Subiamo il pareggio su una allucianzione arbitrale dopo il vantaggio su rigore.
Ma la fesseria della stagione la facciamo dopo il nostro gol quando tornando a centrocampo cadiamo nella trappola avversaria che fa scattare i nervi a Pipi e il rosso alla giacchetta nera che lo espelle.
Alle 17.20 rientriamo alla base e non so quale Santo ringraziare dal pericolo-crampi scampato.
Poi al lavoro, sfiancato ma rinfrancato dalla sosta gelato con Annie e Pippi.
La domenica delle salme finisce a mezzanotte, sopra il cuscino in stato catatonico per 6 ore.
Dopodichè risuona la sveglia e si riparte al lavoro.
Mi balza in testa na frase di Mario Brega "il principe" camionista di BiancoRosso e Verdone: "questo nun è 'n lavoro...è na galera!!"

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