martedì 29 gennaio 2008

Vespisti nel DNA

Difficile trovare l'aggettivo giusto per la vespa....negli anni settanta era di gran lunga il mezzo più usato, grazie ad una serie di qualità che la rendevano per l'epoca comoda, piacevole,economica e indistruttibile. Inoltre, per chi era alle prime armi, le marce sul manubrio davano un senso di semplicità e dulcis in fundo lo scudo e il parabrezza permettevano l'uso quotidiano, anche durante la stagione fredda, per non parlare poi della possibilità di montare la sella 2 posti utilissima per la fidanzata o per andare in due a scuola. Il fatto poi che, essendo chiusa in un guscio di lamiera, dava libero sfogo alle fantasie degli amanti della verniciatura facendo così la felicità dei venditori di bombolette di vernice spray. Come se non bastasse il "vespino" ovvero il 50cc era supportato da una serie di elaborazioni che lo rendevano competitivo e spesso vincente contro gli altri 50cc; infatti era quasi obbligatorio, dopo un breve rodaggio, montare il famoso 90 pinasco e per i più spericolati il 121. Naturalmente non mancavano le controindicazioni di cui la più frequente si chiamava sequestro del mezzo da parte dei vigili urbani. Malgrado ciò la stragrande maggioranza dei giovani degli anni 70 sono cresciuti sui vespini 50, sostituiti poi con gli indimenticabili 125 primavera, et3 che facevano tendenza, marroni con la sella bianca. Poi i 125ts rigorosamente accessoriati con enormi parabrezza, ai quali veniva ridotta la visuale con strisce di adesivo della discoteca in del momento o più frequentemente della radio del cuore (radio babboleo di Genova spopolava), se poi le scocche erano di due colori diversi, ma piacevoli alla vista, malgrado l'effetto tamarro, il successo in compagnia era assicurato, per finire infine con i 200rally.
Caratteristiche tecniche della Vespa 50 Special
Telaio: carrozzeria portante, a guscio, in lamiera di acciaio stampato a forma aperta e carenata.Manubrio fuso in lega leggera, a comandi interni.Forcella anteriore monobraccio (braccetto oscillante) e motore con funzione portante (forcellone oscillante). Interasse:1180 mm, larghezza max.:610 mm, lunghezza max.:1655 mm; altezza max. 1000 mm; altezza pedana da terra: 230 mm Sospensioni: ammortizzatore idraulico anteriore e ammortizzatore idraulico posteriore.Ruote: cerchi in lamiera di acciaio divisibili (2.10 - 10"), con pneumatici da 3.00 x 10" (Pressione di gonfiaggio (atm) : 1,25 l'anteriore; 1,6 il posteriore).Freni: anteriore (comandato dalla leva destra al manubrio) e posteriore (comando a pedale sulla pedana di destra) a tamburo.Impianto elettrico: alimentato da volano magnete in alternata (6V / 20W).Faro anteriore: 2 lampade da 15W; fanalino posteriore: 1 lampadina da 3W.Motore: tipo V5A4M a due tempi alimentato da miscela al 2%.Cilindro inclinato a due luci di travaso,alesaggio x corsa: 38,4 x 43 (49,77 cc).Rapporto di compressione 1/7,2.Distribuzione "rotante" regolata dall'albero motore (il carburatore 16/10 si inserisce direttamente nel carter).Accensione a volano magnete a mezzo di bobina A.T. esterna (con puntine platinate e condensatore),candela Champion L86 o equivalente;anticipo : 19° (+/- 1°) prima del P.M.S. Cambio a 4 rapporti (rapporti trasmissione motore/ruota: 1° 1:24,65 2° 1:16,39 3° 1:11,80 4° 1:8,88).Peso a vuoto Kg 69.

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