Per la lettura si consiglia l'ascolto in sottofondo di "shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd (versione album).L'altra sera ho seguito in tv il monologo di Paolini "la macchina del capo".Era la prima volta che vedevo un suo monologo.Ha parlato della sua gioventù trascorsa ai piedi di una montagna, sulle sponde del Piave, in una famiglia numerosa ma dove non è mancato mai nulla.Poi le sue avventure a Roma per incontrare Papa Paolo VI, la conseguente rinuncia a diventare un prete e quindi aspirare al ruolo di capotreno (essendo già figlio d'un ferroviere).I giochi infantili in cortile assieme ai suoi compari:il pazzo, il balbuziente l'altolocato.La colonia estiva a Cattolica.Le giostre, i luna park e tutte le figure del suo passato tra cui spicca appunto quella di un giostraio sosia del "Molleggiato" scaltro e audace tanto da suscitare nei ragazzi un fortissimo desiderio d'emulazione.E' lui il "capo" e la sua macchina è una due posti rosa dell'autoscontro color rosa (da femmina!..ma quando la guida lui assume un'altro aspetto).La storia finisce col capo che finisce in gattabuia e lui che corona il sogno di diventare un capotreno democratico e imparziale al cui cospetto Papi e Re sono uguali a lui.Paolini non mi fa impazzire, mi sembra inespressivo e la sua cadenza trentina non mi piace, infine disegna davvero male.Pero' ha narrato delle sue vicissitudini giovanili che mi sono piaciute e nel contempo mi hanno coinvolto.Mi sono ricordato delle 5000 partite a pallone sotto il cortile di casa, le scazzottate con gli amici (sempre per futili motivi) che finivano sempre con un pacchetto di Sticki (350 lire) o un cartoccio di lupini (prezzo variabile a seconda della disponibilità economica) e un bicchiere di Spuma Paoletti (300 lire), le corse in bici lanciati in discesa libera da Tronzano (ne ho vinta perfino una), i bagni al fiume (detentore imbattuto del record di capriole subacque; 9 in avanti e 7 all'indietro), il mio primo motorino (Motron R102) e l'attesa di compiere 18 anni per non usare più il casco, le pattuglie con Saba (in sella al suo Pegout 205 arancione) in stile Chips per le vie del paese, le scampagnate in montagna, i bagni di mezzanotte al mare, le scuole medie e superiori in città e la caciara sul bus del gruppo di scalmanati (autori di battaglie infinite con gli autisti e controllori nel tragitto di 6 km), le gite scolastiche, gli esami, i giornalini di classe, il perpetuarsi del Carnevale in piazza ogni volta con un costume diverso, natale e pasqua a casa ad abbuffarsi come vitelli con pietanze che non mangeremo più, le partite del Picchio in casa e fuori, dal paradiso della serie A con Costantino il Grande all'inferno della C (7 lunghi anni) e ritorno.Poi sono venuti la naja (un vero peccato sia stata abolita questa "palestra d'iniziazione alla vita adulta"), i lavori in nero come cameriere e operaio, le catene di montaggio a 40 km da casa, i quintali di segatura e impregnanti inalati in segheria e finalmente un lavoro.Poi altre cose bellissime e altre meno, e chissà cosa c'è nel pacco con la scritta "futuro".Non so dove andro' nè cosa faro' ma di certo so bene da dove vengo e cosa ho fatto e come l'ho fatto e questa è la mia vita: il regalo piu' bello ch'abbia mai ricevuto.
Scritto in data 2 gennaio 09 e pubblicato oggi in occasione della mia 34esima e della 65esima primavera del mio amico Gianni Pagina (chitarra dei Led Zep)..ma ancora è un freddo inverno!

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