Nel mio paese c'è un barbiere: Pippo Rosa.Esercita la sua tanto amata professione da svariati decenni.
Non pratica la chiusura del lunedì, e questo puo' essere un vantaggio.
E' sul posto di lavoro già alle 7 e 30 del mattino.
Resta lì sino alle 20 e nel caso non disedegna nemmeno di trattenersi sin le 20 e 30.
Mangia lì e non ci dorme solo per via di una famiglia che l'aspetta a casa.
Stakanov sarebbe davvero un pelandrone al suo cospetto.
Io sono un suo affezionato cliente da oltre 25 anni.
Ricordo ancora quando dopo una parita a pallone in cortile qualcuno della nostra banda doveva ottemperare agli obblighi della "spuntatina" e si andava tutti insieme al "Salone Rosa".
Si poteva anche aspettare il compare al cortile, ma il pretesto di accompagnarlo era giustificato dal fatto che sotto i periodici ordinari accatastati sotto la finestra, si poteva trovare qualche appetitoso numero di "Blitz".
Nei casi più sfortunati, si sfogliava Famiglia Cristiana in meno di un minuto (giusto il tempo di leggere le barzellette all'ultima pagina) e si tornava sul campo ad aspettare la vittima che tornasse con lo scalpo in mano.Da qualche anno Pippo ha cambiato ubicazione, spostando la sua "accademia del taglio e piega"solo di un centinaio di metri.
Tuttavia le tariffe sono rimaste popolarissime; il taglio semplice è di 8 euro (15.490 lire).
Ma in tutti questi anni a me personalmente non è mai capitato di aver fruito del "taglio semplice".
Ci sono sempre complicanze.
Ogni sacrosanta volta entra una persona e le cose si complicano inevitabilmente.
Eppure io ci metto tutto il mio impegno.
Vado lì nelle ore di minor afflusso (di solito dopo le 13.30) ma mi capita che:
-Pippo dorma ancora a pancia all'aria con la gavetta poggiata in parte ancora sporca di sugo e il suo risveglio post-pennica produce dei crateri sulla testa visibili da 10 metri.
-entra il solito scassapalle di turno che mette pressione a Pippo il quale entra in tunnel-vision e nella fretta come minino ti incide la parte superiore delle orecchie
-inizi a parlare di politica locale e in questo caso potrai cavartela con una bella frangetta scalata dovuta ai suoi sbalzi umorali
Posso contare sulle chele di un granchio le volte che sono uscito dal Salone Rosa davvero soddisfatto del taglio e tornando a casa, lasciando una scia di nausebonda "acqua di Polonia" (made in Turkemenistan), mi viene l'irrisestibile voglia di rasarmi a zero con le mie stesse mani.
Senza prima essermi lasciato la cresta alla Travis Bickle e aver trascorso due ore davanti allo specchio a dirmi:" stai parlando con me?!?"..."dici a me?!?"..
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Dopodichè scatta l'ennesima sentenza: "questa è l'ultima volta che metto piede lì"!!!
Per poi smentirmi quaranta giorni dopo mettendomi in fila all'una e trequarti e sfogliando il Messagero cronaca di Ascoli, aspettare il mio turno in attesa che entri il cacaminchia del giorno.

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